LA STORIA DEL
ROCK’N ROLL
La musica rock
nasce come rottura ai rigidi schemi della musica della
tradizione grazie soprattutto all’apporto dei cantanti di
colore, che protestano le situazioni di razzismo diffuso negli
Usa, contro il perbenismo bacchettone dei bianchi; proprio per
questo la proposta musicale diviene aggressiva, prorompente e
dinamica, per scatenare la rabbia e la frustrazione di un popolo
stanco di essere calpestato. Da quegli inizi nasce una
generazione di cantanti rock bianchi che culmina con l’entrata
in scena di Elvis Presley vera e propria icona del rock’n’roll,
che impone la musica della protesta di una generazione di
giovani all’attenzione del mondo.
Sulle onde del
boogie-woogie, che rompendo gli arcaismi schematici dei balli di
coppia prevede contatti e prese ‘audaci’ e ‘proibiti’ (il ballo
del demonio, come sarà definito da qualcuno),
si fa avanti il
rock acrobatico in cui la funzione del ballerino diventa quello
di sollevare e lanciare la propria partner in evoluzioni
spettacolari.
In Italia siamo
negli anni ’70 e sulle note dei mille imitatori di Elvis, balla
una generazione di giovani che porterà alla formazione del
mitico gruppo degli "Acrobatic Rock" di Firenze, la cui storia
sarà immortalata nel famoso film ‘Rock’n roll’.
La Toscana come
culla del rock acrobatico lascia piano piano posto alle scuole
del nord, soprattutto il nordest (Treviso, Venezia e Vicenza)
che lancerà campioni del calibro di Fossaluzza-Marchesi,
Trevisiol, Zaffalon; ma è nel 1982, grazie ai fratelli bresciani
Chiodoni e al loro maestro Piero Zanardini che il rock da ballo
diventa vera e propria disciplina sportiva. Prendendo spunto
dalle tecniche proprie della ginnastica artistica, il rock
raggiunge un livello acrobatico degno di un programma ginnico
per olimpiadi, comparendo difficoltà con doppi salti, doppi
avvitamenti, ecc.
Sull’onda dei sei mondiali conquistati da Diego e Marzia,
l’Italia sforna una generazione di ballerini che raggiunge
regolarmente le finali alle maggiori competizioni, Europei,
Mondiali e Coppe del mondo, fino alla nascita del circuito
Masters: Tessarin-Cotza, Serraglio-Peronato, Del Veneziano-Salvi
mantengono l’Italia nell’olimpo del rock mondiale fino
all’inizio degli anni ’90 (con l’ultimo titolo mondiale del 1987
grazie alla coppia Tessarin-Cotza).
Dal ’94 in poi, una
politica cieca della federazione affiliata alla Wrrc, che non
valorizza in alcun modo i propri atleti, unita all’entrata in
massa nelle competizioni di ex ginnaste dei paesi dell’est,
provoca una vera e propria scomparsa dei ballerini italiani dal
ranking mondiale, dissipando un ventennio di bagaglio tecnico
agonistico; fanno eccezione Del Veneziano-Vairo, che solitari
nel deserto agonistico italiano riescono a stazionare
stabilmente nei primi grazie ad indubbie doti tecniche dal ’95
ad oggi.
Ma anche per loro
la stagione agonistica volge al termine, per cui solo un grande
progetto organizzato e mirato nel lungo termine, potrà dare
ballerini che possano legittimamente confrontarsi degnamente nel
panorama internazionale.
IL ROCK NON E'
SOLO UN BALLO
Appunti di teoria e metodologia d’allenamento
La parte a terra
del rock'n'roll rientra nei canoni classici di tutti i balli
moderni, comprendendo passi base, presentazione, figurazioni,
coreografia, con tutte le implicazioni di tempo, di ritmo e di
interpretazione musicale.
E’ evidente, però, che nel momento stesso in cui una ballerina
stacca i piedi da terra per eseguire una qualsiasi figurazione
acrobatica entra in un'ottica e in una logica tecnico-sportive
che niente ha a che vedere con il ballo se non la parte
importantissima che riguarda il ritmo d’esecuzione, elemento
fondamentale di tutte le acrobazie; appena la parte acrobatica
termina con l'arrivo dei piedi a terra, si ritorna nel ballo e
nelle sue specificità.
Questa premessa è indispensabile per introdurre e spiegare il
metodo di lavoro necessario per costruire e fissare una tecnica
esecutiva delle figure acrobatiche che garantisca:
e che costruisca
stabilmente nel tempo (medio e lungo periodo, da 3 a 5 anni) i
seguenti obiettivi:
-
un livello
accettabile di preparazione condizionale (forza, resistenza,
rapidità, scioltezza articolare) al fine di poter acquisire
le tecniche per l'esecuzione dei salti staccati;
-
una buona
sensibilità cinestesica, intesa come la capacità di
conoscere in ogni momento la posizione che assumono i propri
segmenti corporei;
-
un equilibrio
di volo cosciente.
CONSIDERAZIONI
DIDATTICO-METODOLOGICHE
Come detto in sede
di premessa è necessario entrare nell'ordine di idee che per
costruire una figura acrobatica non si usa la fantasia, non si
interpreta la tecnica, non si eseguono movimenti casuali; ogni
acrobazia ha la sua tecnica che deve essere adattata alle
caratteristiche individuali e di coppia, rispettando quindi:
-
le specificità
morfologiche: peso, altezza, lunghezza degli arti;
-
le capacità
coordinative (speciali: equilibrio e sensibilità
cinestesica);
-
le capacità
condizionali: intese come possibilità di eseguire dei
movimenti con una certa forza, con la relativa velocità, ad
una certa ampiezza.
Esiste quindi una
sola tecnica, la cui costruzione passa per le dotazioni
genetiche ereditarie e per le abilità motorie di ciascuno dei
ballerini/e.
IL METODO DI
LAVORO PER OBIETTIVI
Programmare per
obiettivi significa operare una approfondita analisi della
situazione del presente
per individuare lacune, punti deboli,
errori di percorso, cioè verificare se il livello tecnico
raggiunto coincide, o almeno si avvicina, a ciò che ci si era
prefissato nel progetto iniziale; in fisiologia è noto come
meccanismo di feedback (retroazione) e permette al nostro corpo,
in ogni istante, di controllare la differenza o la disparità tra
il movimento effettivamente eseguito e il progetto motorio
iniziale, per le opportune correzioni.
Quello che segue è una programmazione tecnica relativa al rock
acrobatico che parte , appunto, dalla valutazione della
situazione attuale di questo ballo nell’ambito delle
competizioni nazionali per costruire un percorso metodologico
razionale che prevede, per il periodo iniziale di tre anni, la
seguente griglia:
-
OBIETTIVO 'A':
LA PREPARAZIONE CONDIZIONALE
Definizione: capacità di esprimere livelli di forza,
resistenza e rapidità specifiche per la disciplina
praticata; nel caso del rock soprattutto forza massimale,
forza veloce, resistenza aerobica, resistenza anaerobica
alattacida e lattacida.
-
OBIETTIVO 'B':
LA SENSIBILITA' CINESTESICA
Definizione: capacità di decodificare i segnali degli
analizzatori muscolari, articolari e vestibolari in ordine
alla posizione degli arti in fase di volo e del rapporto tra
i segmenti
-
OBIETTIVO ‘C’:
L’EQUILIBRIO DINAMICO E DI VOLO
Definizione: capacità di eseguire dei movimenti tecnici in
fase di volo, corretti per esecuzione, ritmo e velocità in
modo armonico ed esteticamente significativo